Lavoro: occorrono misure drastiche. Chiediamo un fondo regionale che copra la contribuzione INPS per le aziende

Si è parlato molto in questi giorni delle c.d. "gabbie salariali", ossia di un sistema di retribuzione che collega la retribuzione ad alcuni indici legati al vivere quotidiano come ad esempio il costo della vita.  Il passaggio effettuato da Giuseppe Sala no è ardito per chi rappresenta una fetta di territorio e dunque spinge affinché quell'ambito territoriale sia più competitivo ed abbia maggior benessere. In una logica populista è "pareggiare" il concetto di reddito di cittadinanza, puntando sulla produttività.

Ed allora la replica di un rappresentante della nostra Terra dovrebbe essere: istituiamo in maniera immediata, utilizzando residui di fondi strutturali ed altre risorse, un fondo diretto a coprire la contribuzione INPS a carico azienda per dipendenti e parasubordinati delle aziende con una forza lavoro da 1 a 15 unità. Il fondo andrebbe finanziato annualmente.  
Attenzione: non soltanto sulle nuovi assunzioni, ma su tutti i dipendenti ed i parasubordinati, almeno per tutto il periodo relativo all'emergenza occupazionale ossia sino a quando i numeri della disoccupazione non saranno rientrati in un range fisiologico.
Chi scrive è ben conscio della radicalità e della somma extra-large da mettere a disposizione per incentivare il lavoro. Tuttavia a questa misura la Regione potrebbe demandare tutte le risorse che normalmente sono destinate ad acquisti di macchinari ed impianti, che oggi come oggi spostano di pochissimo la resa competitiva.  Questa iniziativa può assumere carattere regionale ed addirittura immaginando logiche di macro-regione essere la principale leva di sviluppo del lavoro al Sud. Un intervento concreto, utile a tutte le realtà, diretto ad incentivare per un periodo di tempo importante il lavoro. Occorre avere coraggio ed impiegare ogni risorsa per creare occupazione. Ogni non occupato è una seria ipoteca sul futuro della nostra Terra. Se vogliamo essere "indipendenti" nelle scelte, possiamo esserlo. Importante è intervenire subito con interventi calibrati, immediati ed efficaci. Eccome gli individui ed il territorio ritornano in prima linea, al centro di ogni sviluppo. Un solo grande macro intervento in grado di riportare le nostre imprese in piena competitività, senza ritoccare i salari e agendo in maniera chirurgica sulla disoccupazione. Apriamo le gabbie, liberiamo i pensieri, mettiamo il nostro territorio nelle condizioni di competere. I risultati saranno immediati.