Il valore di una scelta elettorale

Manca poco alle Elezioni Regionali in Campania. Sono alla mia prima esperienza da candidato dopo aver vissuto da supporto tecnico quelle del 2015 con MO! Unione Mediterranea dove mi occupai di una parte della comunicazione. Queste elezioni regionali sono molto importanti perchè affronteremo con tutta probabilità il quinquennio più complicato dal dopoguerra in avanti in termini sociali ed economici. Saranno necessarie scelte ardite, programmi vincenti, determinazione e capacità di programmazione.Eppure in un momento così delicato la politica non fa nulla per dare un segnare concreto agli elettori rispetto ad un cambio di atteggiamento e di visione auspicato dalla quasi totalità degli aventi diritto al voto. Il primo esempio concreto di questa mancata attenzione è questo "mercato" aperto delle liste, dove qualcuno ritiene sia necessario arrivare al 20 agosto (dunque un mese prima delle elezioni) per palesare la propria scelta di campo. L'immagine che arriva fuori dai palazzi o da ciò che si avvicina ai palazzi non è positiva. I candidati dovrebbero fare precise scelte di partecipazione proponendo iniziative, programmi, analizzando i problemi e proponendo soluzioni, interventi...in parole povere rappresentanza politica. Lo spettacolo a cui assistiamo è una sorta di calciomercato della presunta rappresentanza in cui ognuno aspira essenzialmente al mero beneficio personale. L' obiettivo non sembra dunque dare risposte agli elettori quanto sedersi sugli scranni che contano. Ed ecco che è più facile e redditizio andare alla ricerca di consigliere di municipalità, consigliere comunali, ex protagonisti della scena politica in grado di "spostare" consensi , senza che si sia palesato alcun programma. Non contano le idee, non conta l'impegno e la perseveranza, non conta la competenza e la dedizione. Ciò che è importante è quel numero di preferenze che può essere mostrato al pubblico come il primo atto di potere politico. Nel frattempo i problemi restano irrisolti ed il disagio sociale ed economico cresce giorno dopo giorno.Le famiglie sono in crisi. I giovani non trovano lavoro e soprattutto non vedono prospettiva. Gli anziani oramai sono il propulsore di un welfare di seconda generazione e consentono a migliaia di persone di vivere alla giornata. Le piccole botteghe e le imprese crollano sotto l'azione martellante delle banche e delle finanziarie. I crediti deteriorati (NPL) si vendono a pacchi con fare speculativo. La vita delle persone, il risparmio, la casa sono numeri che passano di mano in mano per arricchire soltanto i ricchi. La forbice tra i miliardari ed il resto della popolazione cresce e con esso quella rabbia sociale che cova oramai senza neanche più la necessità di nascondersi. La nostra società tutta è allo sbando. Vengono meno i valori morali, il denaro prende il sopravvento, le emozioni divengono un ricordo.

Arrivo dunque alle motivazioni che mi hanno indotto a candidarmi, in una società che non sembra appartenermi ma che ho il dovere morale di aiutare a rialzarsi. Io lavoro per costruire una nuova logica di valorizzazione delle nostre comunità che veda le persone (tutte) ed il territorio al centro di ogni progetto di sviluppo. Io sogno possibilità di inserimento per i giovani e dunque nuovi insediamenti nel nostro territorio. Io sogno benessere sociale. Io sogno uno Stato che agevola l'esercizio dell'attività d'impresa e dunque il lavoro. Io ritengo che l'identità e la cultura (non quella nozionistica ma quella vera) ci possano salvare dalle paludi intellettuali in cui siamo sprofondati. Io sogno la nostra Terra rigogliosa, accogliente, capace di rispettare le identità e di creare ricchezza morale, sociale ed economica. A me interessa costruire. Se avessi voluto lavorare per il breve non avrei impostato la mia campagna elettorale sulla proposta, sui programmi, sulle possibili soluzioni, sulle idee.  Io non vado dal potente di turno a chiedere udienza. Io voglio migliorare il quotidiano di milioni di famiglie che sono su questo territorio. Io voglio fortemente contribuire al cambiamento ripartendo proprio dai partiti a cui è stata tolta dignità e spessore. Io voglio rappresentare fino alla fine chi ancora credere che le cose possono cambiare. 

Se dovessi vincere e dunque essere eletto al Consiglio Regionale in Campania, non ci sarà giorno in cui non sbatterò il pugno sul tavolo (laddove fosse necessario) affinchè la mia gente sia rispettata, tutelata e agevolata nella costruzione di presente e futuro.  Se non dovessi vincere, se le preferenze che gli elettori vorranno assegnarmi non fossero sufficiente, allora questa candidatura sarà stata il primo passo di un grande progetto sociale ed economico che vedrà protagonista le Comunità. Io non ho paura di espormi.  Non abbiate paura neanche voi.