Idee per Napoli: non esiste comunità senza lavoro. Lo sviluppo è frutto di programmazione

Il lavoro è elemento essenziale per consentire ad una comunità di creare valore.  L' occupazione si programma e si costruisce passo dopo passo.  Attraverso il lavoro si nobilitano le competenze ed esperienze personali e si creano le premesse per la crescita anche sociale della comunità.

Negli ultimi dieci anni la città di Napoli ha indubbiamente rafforzato la propria immagine nel mondo, grazie a storia, cultura, ospitalità, capacità di accoglienza e condivisione. Tuttavia se questo sforzo figlio di un grande impegno dell'intera città verso un "riscatto" rispetto ad un crollo dell'immagine percepita legata alla pessima gestione rifiuti è meritevole, appare indubbia la totale assenza di programmazione rispetto ai settori: industria, commercio, turismo, servizi, artigianato.

La piccola industria, quella sostenibile ed eco-compatibile di nuova generazione è essenzialmente assente dalle cronache economiche cittadine.  Una capitale internazionale come la città di Napoli non può non avere nei suoi programmi lo sviluppo dell'industria leggera.  Cosa fare ? Come immaginare il futuro.  Ambiente, rinnovabili, piccola componentistica, innovazione tecnologica, produzione di componentistica high tech: ecco le aree strategiche su cui investire, incentivando la creazione di nuova impresa e soprattutto l'aggregazione di realtà ad alto coefficiente innovativo. In tal senso determinante è il rapporto con la Ricerca e lo Sviluppo e dunque con il sistema universitario e realtà similari.  Nel fare pratico possono essere messe a disposizione di imprese che si impegneranno a creare sviluppo occupazionale, strutture comunali ad oggi non produttive o dismesse.  Si possono immaginare convenzioni per mettere a disposizione di queste aziende i migliori cervelli formati dal sistema universitario. La città deve essere la prima promotrice dello sviluppo. L'imprenditorialità innovativa ed eco-compatibile va sostenuta.

Per il settore commercio la programmazione non può non tenere conto dei diversi contesti territoriali che caratterizzano le città. In tal senso la pianificazione strategica va condivisa con le Municipalità al fine di creare condizioni per un'offerta commerciale che vada addirittura a valorizzare (integrandosi con la pianificazione turistica) le peculiarità della micro-territorialità. Caratterizzare la pianificazione commerciale con la storia, l'identità, la propensione, la capacità storica imprenditoriale delle Municipalità appare uno strumento idoneo a caratterizzare una nuova fase del commercio cittadino.

Il turismo in questi anni è stata la leva di sviluppo competitivo della città. Tuttavia anche in questo caso emerge la totale assenza di una programmazione cittadina. L'offerta turistica è legata accanto alle tradizionali e storiche realtà alberghiere luxury, ad una fitta rete di B&B. Ciò porta spesso ad un turismo mordi e fuggi, occasionale, legato per lo più a variabili legato al prezzo o alla concomitanza di festività locali o nazionali.  Si è troppo spesso confusa la mole di persone in strada con la propensione alla spesa di queste persone. Appare dunque necessario programmare un ulteriore sviluppo dell'offerta turistica capace di immaginare sempre di più un'integrazione con cultura, artigianato e commercio.  

L' artigianato rientra pienamente nell'offerta culturale della città. La tradizione partenopea non ha uguali nel mondo.  Proprio per questo motivo immaginare un "distretto aperto" localizzato al centro della città per il "fare artigiano" appare una strategia che può pagare nel breve e lungo termine, rilanciando l'occupazione nel segno della tradizione.  Altro aspetto in cui è possibile influire sullo sviluppo del settore è l'identificazione un marchio cittadino che andrebbe a caratterizzare la produzione home made. 

Ultimo settore su cui agire è quello delle professioni e dei servizi, coinvolgendo maggiormente gli Ordini Professionali con una politica di valorizzazione delle professionalità coinvolte nello sviluppo della città.

In una pagina non è semplice dare sintesi di una "visione" ma ciò che manca per un reale rilancio di Partenope è proprio una programmazione che parta dalla valorizzazione delle diverse identità delle città nella logica della continua e perenne creazione di occupazione.