Candidarsi senza i partiti: chi ha paura di De Luca e del Sud non rappresentato?

Giorni difficili per la politica. Come avevo già scritto proprio ieri le decisioni della politica tutta seguono logiche sempre più mass mediatiche. Dalla Calabria alla Campania le ultime decisioni di Governo ed opposizione sono una chiara espressione di come non vi sia spesso logica programmatica alcuna quanto piuttosto la necessità di conquistare favor frutto degli umori collettivi del momento. Il Sud ê autonomo nei suoi esponenti e questo probabilmente non piace.

In Calabria la Santelli era una donna forte capace di schermare la pressione di alleanze ed opposizIone nazionale. Il fuoco amico é spesso più pericoloso di quello nemico. Non appare dunque un caso se immediatamente dopo la prematura scomparsa della Presidente siano esplosi tutti i problemi della Calabria. I grandi movimenti per la successione politica sono in fase avanzata. Ma il caso se vogliamo più emblematico è quello della Campania. Vincenzo De Luca con la sua vittoria lontana dai grandi partiti è un uomo scomodo per maggioranza e opposizione, per i benpensanti di sinistra ed i sovranisti di destra che non hanno trovato spazio nelle sue recenti vittorie.

Parliamoci chiaro: il passato quinquennio in Campania ê molto lontano dalla perfezione. Proprio durante la prima fase della pandemia l’intelligenza politica del Governatore gli ha consentito di smarcarsi dai grandi partiti. Così come accaduto a Salerno nel suo primo mandato De Luca ha vinto quasi da solo con una serie di liste che hanno minimizzato il peso dei grandi partiti di Governo. Passate le elezioni il sistema, lontanissimo da una reale rappresentanza del territorio ê partito al contrattacco. Come? Facendo esporre i suoi intellettuali (ex direttori di giornali, opinionisti, scrittori, sportivi, società civile) che hanno incendiato le polveri preparando le piazze, attraverso attacchi pieni di demagogia portati avanti da Ministri della Repubblica e primi cittadini, fomentando la parte più dura delle piazze (centrodestra) e quella più politicizzata (centri sociali) e muovendo tv e giornali.  Si è strumentalizzato di tutto: camorra, bambini,scuola, sanità . Un attacco congiunto a cui si era assistito solo contro Berlusconi premier negli anni del famoso G8.

Eppure De Luca ė stato forse l’unico politico nazionale a chiedere attenzione verso la pandemia. Basta ricordare i provvedimenti contro la movida notturna di giugno, i tamponi obbligatori per chi tornava dall’estero ad agosto, l’obbligo di mascherine all’aperto o la chiusura delle scuole. Addirittura si è strumentalizzato il DIRITTO DI VOTO per cui migliaia di nostri conterranei hanno dato la vita. E così si in un “uno contro tutti” di televisiva memoria , il grande obiettivo ad oggi fallito è divenuto far dimettere l’uomo che ha messo in crisi partiti e movimenti, circoli culturali e associazioni.

E così il non infallibile De Luca ha messo a nudo la assoluta incapacità dei partiti di proporre soluzioni politiche reali al dramma pandemia, alla disoccupazione, al lavoro nero, alla crisi della produzione e del consumo. Date in pasto un uomo alla gogna mediatica e distrarrete le masse dai grandi bug del sistema stesso.

I partiti vanno rifondati: non posso essere solo comunicazione spicciola ma soluzioni, proposta e rappresentanza del territorio.