Basta errori: lo Stato dia una risposta immediata. Italia economicamente nel Medioevo

Non c'è più tempo per errori o per dilapidare fiducia e capitale. La terza annunciata ondata da COVID19 sta colpendo l'Europa intera e con essa il nostro Paese.  A distanza di un anno dal primo lockdown della famosa fase uno, ci troviamo esattamente nella stessa situazione. Opinione pubblica faziosa e divisa, media non più indipendenti e pronti a seguire tortuose strade di comunicazione politica, che portano avanti tesi più disperate e contrarie a qualsiasi visione quotidiana della realtà, politica incapace di prendere decisioni definitive. 

Tanti gli errori commessi: dagli investimenti sui nuovi banchi con le ruote (probabilmente mai utilizzati) alle famose tende COVID dal fare artistico. Dai ritardi sulle mascherine alla incapacità di incrementare la qualità della nostra sanità la cui responsabilità è regionale.  Così enti regionali già indebitati e dilaniati da beghe politiche non hanno potuto portare avanti alcuna concreta iniziativa di edilizia ospedaliera.  Se un anno fa si fossero ad esempio attivati corsi ad hoc per la rianimazione da COVID oggi avremmo task force pronte per ogni eventualità.  Invece nulla di tutto ciò è stato realizzato. Promesse, ritardi, nomine, nuove nomine ed ancora nomine.

La politica è sempre più lontana dal quotidiano e cosa ancor più grave il quotidiano lontano dalla politica. Crollano le quotazioni dei partiti al di la di azioni di maquillage promozionale e con una più o meno equa divisione delle nomine anche i famosi DPCM accusati di essere anti costituzionali divengono storia dei nostri giorni.   

Tutto ciò sarebbe quotidiano disagio di una politica incapace dalla I Repubblica (vituperata e denigrata ma capace di costruire le basi di un Paese che in anni importanti era competitivo e produttivo) di creare reale benessere, se non fossimo alle prese con un disagio economico e sociale senza precedenti.  Il Governo Draghi seppur con le migliori intenzioni non ha ancora programmato i famosi "ristori" (che nel frattempo hanno cambiato nome per interrompere la continuità con il passato) . Tra nomine varie ed eventuali si sono persi due mesi determinanti per lo sviluppo del Paese che è in assoluto ritardo con i vaccini.  Ecco: l'unica priorità assoluta ossia quella dei vaccini appare sempre più discussa.  Tra contratti criptati, nomine per ciò che concerne la logistica, progetti di vaccinazione nazionale (ancora una volta in ritardo) , si procede con una percentuale impressionante di morti da COVID e da crisi economica.  Gli anziani under 80 non sono ancora stati vaccinati. Le categorie produttive sono sempre più a rischio e tutto procede come neanche la peggiore delle previsioni poteva disegnare.

Chi scrive ritiene DETERMINANTE il ruolo dei partiti oggi. Tuttavia non è più possibile immaginare di propinare chiacchiere alla popolazione in presenza di una crisi di questa portata.  Mentre il Presidente Draghi nelle rare interviste in TV parla di tutela per le imprese, nei Tribunali la burocrazia e la giurimetria cancellano sacrifici, famiglie, posti di lavoro, economia e produttività.  Anche il Diritto vive una fase buia della sua storia con interpretazioni personali che fanno venire meno quella certezza e quella tutela giuridica che proprio in questa fase dovrebbero essere determinanti.

Si parla di rinascita italiana ma oggi più che mai siamo nel Medioevo e tutto sempre destinato ad andare avanti in modo autonomo.  Il fiume scorre da solo, in attesa di provvidenziali cambi climatici, miracoli della classe medica ed imprenditoriali, sacrifici di famiglie e comunità.

Caro Stato, caro Prof. Draghi, caro Governo , spettabile opposizione: così non va. Siamo al punto di non ritorno con un collasso sanitario, economico e sociale che sembra inevitabile se non vi è un FATTIVO cambio di rotta. Tutto cambia affinchè nulla cambi.