Astensionismo: il vero nemico della libertà . Così muore la democrazia

Le prime pagine dei giornali e delle TV in questi giorni sono dedicate ai risultati delle elezioni regionali ed al referendum.  Nelle tribune post elettorali tutti i contendenti in gioco affermano di aver vinto la partita.   Questa considerazione è conforme alla realtà se osserviamo i freddi numeri: 53,8% di partecipanti al referendum e vittoria del SI.  Al Sud, in Campania per la precisione, l'elezione regionale ha visto affluire alle urne il 55,53% degli aventi diritto.  Ma c'è una verità nascosta che non può essere ignorata.

Quel 40% o poco più che manca al novero della partecipazione al voto è un fattore su cui quasi non ci si sofferma più.  E' considerato un dato fisiologico: quasi la metà dei cittadini con il non voto esprimono un voto, apponendo un gigantesco NO sulla politica e sul suo valore.  Attenzione però: una parte dei votanti sostiene l'anti-politica, ossia realtà che sin dalla comunicazione (movimento e non partito) si propongono come la negazione della tradizionale Politica.  In una intervista sul quotidiano Repubblica Beppe Grillo fondatore del M5s avrebbe affermato <<  perché non posso selezionare delle persone con certe caratteristiche e poi dire: ti vuoi occupare un anno, a tempo determinato, di questa cosa qui per la tua città, per il tuo Paese, per la tua regione? Non mi interessa chi sei e chi non sei, solo i requisiti. È come una giuria popolare: se una persona può dare in una giuria popolare un ergastolo può anche occuparsi un anno di una cosa in politica. Evolviamo anche in questi settori: andare a votare ogni quattro-cinque anni e mettersi la coscienza in pace è assurdo. Devi dare il voto tutti i giorni >>

Abbiamo dunque due problemi in uno: la politica "eletta" (o auto-eletta) non riesce a rappresentare gli elettori, perchè non pone le loro istanze davanti a tutto.  Abbiamo degli schemi in base a cui è il politico che propone, quando invece dovrebbe ascoltare e fornire risposte.  Quanti politici eletti oggi al Consiglio Regionale conoscono nel dettaglio le istanze dei loro elettori ? Quali sono le istanze che la politica deve premettere ? Quelle della linea politica del partito o quelle che arrivano dagli elettori ?   Dunque quel 50% che vota di fatto tende a farlo su fattori che sono di appartenenza e bandiera ma non certo sulla base del rispetto della rappresentanza.  Il restante 50% , quello per capirci non votante,  ritiene la politica quello che in economia si definisce "un male". 

Dove voglio arrivare con questo ragionamento? Vorrei che tutti comprendessero che il vero nemico della democrazia è il "non voto".  Il non voto ratifica i soliti accordi elettorali. Il non voto rende più forte le lobby.  Il non voto sottrae valore alla democrazia. Come mai gli eletti sono sempre gli stessi se nessuno è contento dei risultati ?  Il non voto è letale.  Il non voto rafforza la cattiva politica e la non rappresentanza.  A questo punto ecco il discorso di Grillo relativo alla "inutilità di forme parlamentari": la politica non serve tanto chiunque può fare tutto. Chiunque può valutare l'indirizzo politico di un Paese, ascoltare le istanze degli elettori e impostare sulla base di una visione politica un piano industriale per un territorio.  Il concetto del famoso 1 vale 1 è la base dell'anti-democrazia. E' lo strumento più efficace per denigrare ciò che di più alto dovrebbe esistere sostituendo alla POLIS le piattaforme digitali che potrebbero essere eccezionali se non fossero di fatto pilotate da qualcuno. Se non ci fosse un'attenta strategia volta a dare o meno evidenza ad alcuni aspetti fuorché altri. 

Dobbiamo ridare voce alle Comunità. Dobbiamo ridare dignità ai territori ed ascoltarne la voce. Dobbiamo costruire le basi culturali affinché il voto sia l'espressione più alta non soltanto di democrazia ma di delega della rappresentanza.  E' quel 50% che non vota e quella proiezione del 50% votante che non rispetta le istanze dei suoi elettori, il nemico numero uno della democrazia, al pari della malavita e del terrorismo.